

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha introdotto importanti novità per la gestione degli impianti di produzione di energia rinnovabile in Media Tensione (MT). La rapida crescita di impianti fotovoltaici ed eolici connessi in MT ha infatti reso necessaria una gestione più avanzata e sicura della rete elettrica.
Già ad agosto 2025, con la Delibera 385/2025/R/eel, ARERA aveva imposto l’obbligo di installare un Controllore Centrale di Impianto (CCI) su tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici di potenza ≥ 100 kW (nuovi ed esistenti) connessi in MT. Questo dispositivo, definito dalla norma CEI 0-16, abilita il cosiddetto Comportamento Collaborativo dell’Impianto, ovvero la capacità dell’impianto di cooperare attivamente con il gestore di rete.
A fine 2025 ARERA ha aggiornato tali disposizioni pubblicando la Delibera 564/2025/R/eel (23 dicembre 2025), che proroga alcune scadenze e introduce modifiche significative. In particolare, la nuova delibera rivede i tempi di adeguamento, ridefinisce cosa si intende per “impianto esistente” e rimodula i contributi economici previsti per gli impianti sotto 1 MW. Vediamo nel dettaglio cosa cambia e quali sono gli effetti pratici per i produttori di energia elettrica.

Il Controllore Centrale di Impianto (CCI) può essere pensato come il “cervello” dell’impianto: è il dispositivo che mette in comunicazione continua e sicura l’impianto con il distributore (DSO). Attraverso il CCI, il DSO (sotto il coordinamento di Terna) può monitorare e inviare comandi all’impianto in tempo reale, garantendo:
La funzionalità PF2 – definita formalmente “limitazione della potenza attiva su comando esterno del DSO” – è il cuore di questo comportamento collaborativo. È un requisito tecnico introdotto dalla CEI 0-16 che impone all’impianto di saper ridurre la propria potenza in risposta a un comando remoto del distributore. Per ottenere ciò, gli impianti devono essere dotati di CCI connesso con il sistema di telecontrollo del DSO (tipicamente via fibra ottica) e interfacciato con gli inverter dell’impianto. Nel caso di impianti più datati, i cui inverter (ad esempio pre-2013) non supportano nativamente la modulazione remota, la norma consente comunque di adempiere alla PF2 scollegando progressivamente parte dei generatori tramite appositi dispositivi di comando (es. aprendo interruttori di sezione). In ogni caso, dall’entrata in vigore delle nuove regole, nessun impianto di taglia rilevante potrà più rimanere “isolato” dal punto di vista del controllo: dovrà invece comportarsi in modo collaborativo contribuendo alla stabilità del sistema elettrico.
L’obbligo di installare il CCI con funzionalità PF2 riguarda tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici ≥ 100 kW connessi in MT, sia quelli di nuova connessione sia quelli già in esercizio. La delibera 564/2025 ridefinisce la distinzione tra impianti esistenti e impianti nuovi, perché da tale status dipendono tempistiche e incentivi:
Gli impianti che non rientrano in queste condizioni sono considerati nuovi e, di conseguenza, sono soggetti a obblighi immediati e non beneficiano di alcun contributo economico. In particolare, i nuovi impianti ≥ 100 kW devono installare CCI e attivare la PF2 prima dell’entrata in esercizio: la mancata installazione rende impossibile la connessione alla rete. In altre parole, per i nuovi impianti l’adeguamento è un prerequisito per poter iniziare a immettere energia.
La delibera 564/2025 ha prorogato e aggiornato le scadenze entro cui gli impianti esistenti devono conformarsi, tenendo conto della classe di potenza. Di seguito le nuove tempistiche per l’installazione del CCI e l’attivazione della funzionalità PF2:
Ricordiamo che le scadenze sopra indicate valgono per gli impianti esistenti (come definiti in base alla data di richiesta connessione). Per i nuovi impianti ≥ 100 kW, come detto, l’obbligo è immediato: il CCI con PF2 deve essere operativo alla data di entrata in esercizio, pena la non attivazione della connessione.
Per stimolare gli adeguamenti, ARERA ha previsto un meccanismo di contributi forfettari a favore dei produttori che adeguano tempestivamente gli impianti esistenti di potenza inferiore a 1 MW. Il principio è semplice: prima si interviene, maggiore sarà il contributo riconosciuto. Col passare del tempo l’importo diminuisce gradualmente, fino ad azzerarsi oltre una certa data limite. Vediamo i valori in dettaglio:
Questi importi si applicano solo agli impianti definiti esistenti secondo i criteri visti sopra (cioè con richiesta connessione antecedente alle date chiave). Gli impianti nuovi, non avendo diritto ai contributi, dovranno sostenere interamente i costi sin da subito. Inoltre, per gli impianti ≥ 1 MW, ARERA non prevede alcun incentivo economico diretto, presumibilmente in ragione della loro dimensione e dei precedenti obblighi normativi.
È fondamentale chiarire che l’installazione e l’adeguamento del sistema CCI/PF2 sono a carico del produttore. Spetta infatti ai proprietari degli impianti procurarsi e installare il CCI, garantirne la manutenzione e attivare le nuove funzionalità richieste. Questo comporta un investimento (acquisto dell’apparato, aggiornamento degli inverter se necessario, collegamento in fibra, ecc.) che può essere significativo soprattutto per impianti medio-piccoli.
Proprio per attenuare l’impatto economico, ARERA ha introdotto i contributi forfettari sopra descritti, che rappresentano un beneficio economico per chi si adegua tempestivamente. In pratica, chi interviene entro i primi termini potrà ricevere un rimborso parziale dei costi (fino a 10.000 € o 7.500 € a seconda della taglia), riducendo l’esborso netto. Al contrario, chi ritarda oltre le finestre temporali indicate perderà il diritto a qualunque contributo, dovendo farsi carico del 100% delle spese di adeguamento.
Va inoltre sottolineato l’effetto sul flusso di ricavi dell’impianto: allo scadere dei termini finali di adeguamento (fine 2026, 2027 o marzo 2028 a seconda dei casi), se l’impianto non risulterà ancora adeguato, il GSE sospenderà l’erogazione di tutte le partite economiche ad esso relative. Ciò significa che non verranno corrisposti né incentivi né i pagamenti per l’energia immessa in rete fino a quando l’impianto non sarà conforme. Questa sospensione dei ricavi ha un impatto immediato e rilevante per il produttore, vanificando di fatto qualunque risparmio ottenuto posticipando l’adeguamento. In caso di inadempienza prolungata, il distributore potrà spingersi fino a disconnettere l’impianto dalla rete elettrica, interrompendone l’esercizio finché non verrà regolarizzato.
In sintesi, adeguarsi subito conviene: si ottiene un contributo economico che aiuta a coprire parte dei costi e si evitano le pesanti conseguenze (perdite economiche e possibili sanzioni) legate a un ritardo o, peggio, a un mancato adeguamento. Inoltre, dotarsi di un CCI e delle funzionalità PF2 migliora la gestione tecnica dell’impianto, garantendo continuità operativa e preparandolo a future evoluzioni del mercato elettrico (ad esempio la partecipazione a servizi di rete remunerati).
La Delibera 564/2025/R/eel rappresenta un passaggio cruciale verso una rete elettrica più intelligente e resiliente, in cui gli impianti distribuiti collaborano attivamente con il sistema. Per i produttori e gli operatori significa affrontare subito un adeguamento tecnologico obbligatorio, ma anche cogliere l’opportunità di migliorare la sicurezza e il controllo dei propri impianti. Le scadenze, sebbene prorogate, restano imminenti e i benefici economici premiano solo chi agirà con anticipo.
Noi di GIVA siamo a tua disposizione per fornire assistenza tecnica completa in questo percorso. Possiamo occuparci dell’analisi del tuo impianto, della fornitura e installazione del CCI conforme alle specifiche richieste, nonché del monitoraggio continuo delle prestazioni e della comunicazione con il distributore. Affidandoti a GIVA, potrai adeguare il tuo impianto alle nuove norme PF2 nei tempi previsti, minimizzando i rischi di fermo impianto e massimizzando i contributi ottenibili.
Il team Giva
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