

La Commissione europea ha deciso di escludere gli inverter di fornitori "ad alto rischio" dai progetti finanziati con fondi europei. Non è un divieto di importazione, ma un segnale politico netto — e una lezione su cosa sia diventato oggi un inverter.
Nella maggior parte degli stabilimenti industriali, oltre il 70% dell'energia elettrica è assorbito da tre famiglie di utenze: motori elettrici, sistemi ad aria compressa e illuminazione. È proprio qui che si nascondono i margini di efficientamento più grandi — e più spesso trascurati. Questa guida mostra dove intervenire e come quantificare il risparmio.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) tornano al centro del dibattito istituzionale: al CNEL di Roma, ENEA e CNEL hanno firmato un protocollo d'intesa per rafforzarle come modello di sviluppo per imprese e territori. Eravamo presenti. In questo articolo ti raccontiamo cosa prevede l'accordo e perché riguarda da vicino chi produce, condivide e misura l'energia.
Il Bando "Fotovoltaico Imprese Sud" rappresenta una delle opportunità più rilevanti per le aziende del Mezzogiorno che vogliono ridurre i costi energetici e accelerare la propria transizione verso l'autoproduzione da fonti rinnovabili. In questa guida analizziamo a chi si rivolge, cosa finanzia e come prepararsi per coglierne il massimo vantaggio.
Negli ultimi anni il mercato dei terreni agricoli in Italia ha vissuto una fase di forte pressione. La domanda di suolo per installare impianti fotovoltaici a terra ha fatto impennare i valori fondiari in molte regioni, creando tensioni tra produzione agricola, speculazione e transizione energetica.
Il mondo digitale ha un costo energetico enorme. Ogni volta che usiamo uno streaming video, inviamo una email o eseguiamo un calcolo in cloud, stiamo consumando energia — energia prodotta e distribuita nei data center, le grandi infrastrutture fisiche che alimentano internet.
La bolletta dice quanto si è speso. Non dice dove, quando e perché. Eppure è ancora su quella base che molte aziende italiane prendono decisioni energetiche da decine di migliaia di euro l'anno. Con la Direttiva EED che impone un –11,7% sui consumi finali al 2030, il credito d'imposta 4.0 che richiede tracciabilità continua e i Certificati Bianchi che pretendono misure certificate, il monitoraggio energetico industriale non è più facoltativo. È un prerequisito.
Il settore marittimo è responsabile di circa il 2,5% delle emissioni globali di CO₂ — una quota destinata a crescere se non si interviene con soluzioni strutturate. Porti commerciali, navi mercantili e da crociera stanno oggi affrontando una doppia pressione: da un lato le normative IMO 2030 e FuelEU Maritime, dall'altro l'aumento dei costi energetici che erode i margini operativi.
Eppure, proprio in questo contesto, si aprono opportunità concrete per chi decide di intervenire oggi.
Quante kilowattora consuma la tua linea di produzione? Qual è il tuo consumo specifico per unità prodotta? Come si confronta con l'anno scorso?
Se non sai rispondere a queste domande, non sei il solo. Ma sapere che è un problema comune non lo rende meno urgente.
I KPI energetici — indicatori chiave di prestazione applicati ai consumi — sono lo strumento che separa le aziende che controllano la propria bolletta da quelle che la subiscono.
Siamo consulenti esperti nell'intera filiera dei servizi energetici, specializzati nel fotovoltaico e nell'efficienza energetica.
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