

La Direttiva UE 2023/1791 è entrata in vigore il 10 ottobre 2023 come parte del pacchetto "Fit for 55", il piano europeo per ridurre del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Il 75% delle emissioni UE deriva dalla produzione e dall'uso di energia: efficienza energetica significa quindi, prima di tutto, decarbonizzazione industriale.
L'obiettivo quantitativo fissato dalla norma è preciso: -11,7% dei consumi energetici finali entro il 2030 rispetto alle proiezioni 2020, con un tetto massimo di 763 Mtep di energia finale europea.
Il principio-guida introdotto si chiama "Energy Efficiency First": ogni decisione aziendale o politica che riguardi l'energia deve dare priorità assoluta alla riduzione dei consumi rispetto alla produzione di nuova energia.

La novità più rilevante della Direttiva 2023/1791 rispetto al precedente D.Lgs. 102/2014 è strutturale: la categoria "grandi imprese" (>250 dipendenti o fatturato >50M€) viene abolita. Al suo posto, entrano criteri basati esclusivamente sui consumi energetici effettivi, indipendentemente dalla dimensione aziendale.
Questa è una rivoluzione per il tessuto produttivo italiano: molte PMI ad alta intensità energetica che prima erano escluse dagli obblighi dovranno adeguarsi, mentre alcune grandi imprese con bassi consumi potranno uscire dal perimetro.
Fascia 1 — Imprese con consumi >10 TJ/anno (≈238 tep/anno)
Fascia 2 — Imprese con consumi >85 TJ/anno (≈2.030 tep/anno)
Tutti gli obblighi della Fascia 1, più:
| Scadenza | Obbligo |
|---|---|
| 11/10/2025 | Recepimento della direttiva negli ordinamenti nazionali (già superata) |
| 11/10/2026 | Prima diagnosi energetica per imprese con consumi >10 TJ/anno |
| 11/10/2027 | Certificazione ISO 50001 per imprese con consumi >85 TJ/anno |
| 15/05/2026 | Primo obbligo disponibile di reporting energetico per data center >500 kW (reporting annuale) |
| 5/12/2027 | Prossima scadenza quadriennale revisione diagnosi (regime D.Lgs. 102/2014) |
L'Italia non ha rispettato la scadenza dell'11 ottobre 2025 per il recepimento formale della direttiva. Al momento è disponibile solo una bozza di decreto legislativo, senza ancora pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Finché il decreto nazionale non è in vigore, rimane applicabile il D.Lgs. 102/2014: grandi imprese ed energivore continuano a fare la diagnosi ogni 4 anni e a transmetterla ad ENEA.
Ma le scadenze europee del 2026 e 2027 sono già definite e ravvicinate. Le imprese che aspettano il decreto definitivo per muoversi rischiano di non avere i tempi tecnici necessari per adeguarsi — specialmente per l'ISO 50001, che richiede mediamente 12-18 mesi di implementazione.
Una delle novità più operative introdotte dalla direttiva è l'obbligo di redigere un Piano d'Azione al termine di ogni diagnosi energetica. Non basta più fare l'audit e archiviarlo: le imprese dovranno documentare formalmente:
Questo piano dovrà essere pubblicato e accessibile, introducendo un livello di trasparenza e accountability energetica senza precedenti per le imprese italiane.
1. Calcolare il proprio consumo energetico annuo
La prima cosa da fare è verificare se si supera la soglia dei 10 TJ/anno. Questa analisi richiede dati certi su tutti i vettori energetici: elettricità, gas naturale, gasolio, vapore, calore. Senza monitoraggio strutturato, questo calcolo si basa su stime.
2. Verificare lo status della propria diagnosi energetica
Se si è già soggetti agli obblighi del D.Lgs. 102/2014, la diagnosi in corso di validità coprirà probabilmente anche il primo adempimento EED. Ma è necessario verificare la data di scadenza.
3. Valutare il percorso ISO 50001
Per chi supera i 85 TJ/anno, ottobre 2027 è vicino: avviare subito il percorso di certificazione ISO 50001 è la scelta più prudente. L'implementazione richiede analisi energetica, definizione della politica energetica, obiettivi, monitoraggio e audit interno.
4. Strutturare il monitoraggio continuo dei consumi
Tanto la diagnosi quanto il Piano d'Azione richiedono dati energetici granulari e affidabili. Affidarsi solo alle bollette non è sufficiente: serve un sistema di monitoraggio in tempo reale per sito, reparto e vettore energetico.
Preparare un'azienda alla Direttiva EED 2023/1791 significa, prima di tutto, avere i dati giusti. L'intera filiera normativa — diagnosi, Piano d'Azione, ISO 50001 — si fonda sulla qualità e la granularità delle informazioni sui consumi energetici.
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Con GIVA, l'adeguamento alla Direttiva EED non è un adempimento una tantum: diventa un processo di gestione continua dell'energia, conforme agli standard ISO 50001.
La Direttiva EED 2023/1791 non è una norma di domani: le prime scadenze operative arrivano nell'ottobre 2026 e le imprese che consumano più di 10 TJ/anno — indipendentemente dalla loro dimensione — devono prepararsi adesso.
Il ritardo nel recepimento italiano non deve essere letto come un rinvio: le scadenze europee sono vincolanti e il decreto nazionale seguirà a breve. Chi arriva impreparato non avrà i tempi tecnici per adeguarsi.
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